La stitichezza è una problematica molto frequente che interessa circa il 15% della popolazione, in particolare i soggetti di sesso femminile, e che tende ad aumentare con l’avanzare dell’età.

La stitichezza non è una malattia ma un sintomo.

Quando una persona soffre di stitichezza riferisce un ritardo o un insufficienza nell’evacuazione delle feci.
I sintomi della stitichezza sono molteplici e variano spesso da persona a persona, così come diverse possono essere le cause d’origine: patologie ano-rettali, malattie nervose, farmaci e patologie funzionali che colpiscono l’intestino, etc. Queste sono soltanto alcune delle più comuni cause di stipsi.
In assenza di una malattia specifica, si parla invece di stitichezza cronica idiopatica che può essere legata allo stille di vita.

Lo stile di vita occidentale contribuisce pesantemente all’insorgenza della stitichezza a causa di:

  • un’alimentazione errata caratterizzata dallo scarso consumo di cibi integrali ricchi di fibre, eccessivo consumo di carne e zuccheri semplici raffinati, mancato consumo di frutta e verdura e un ridotto apporto di acqua.
  • una sempre crescente sedentarietà.
  • abitudini nocive, come la soppressione o posposizione volontaria dello stimolo alla defecazione.
  • ritmi di vita sempre più frenetici che aumentano tutte le sintomatologie legato all’attivazione della reazione da stress.

Cosa fare per porre rimedio a questa situazione?

Sicuramente, dovremo rivedere le nostre abitudini e il nostro stile di vita, perché è impossibile aspettarsi che qualcosa cambi se non siamo disposti a fare qualcosa di nuovo, di diverso.

I rimedi alla stitichezza di tipo comportamentale comprendono:

Non rimandare l’atto della defecazione. Sopprimere o posporre il bisogno di defecazione è una cattiva abitudine, che rischia di inibire gli stimoli allo svuotamento del retto. Pertanto, al sopraggiungere dei suddetto bisogno, è opportuno recarsi al bagno il prima possibile, appena le condizioni sociali lo permettono.
Nutrirsi in modo salutare. Privilegiare il consumo di cereali integrali, legumi, verdura e ortaggi, semi oleosi, frutta secca e fresca.
Fare attività fisica quotidianamente.
Praticare yoga, con attenzione alle pratiche del respiro.
Gestire lo stress.

La naturopatia può essere sicuramente di aiuto per risolvere questa sintomatologia, grazie ad un intervento integrato che opera sulla persona nella sua unicità e totalità – aspetto fisico, mentale, emotivo ed energetico.
Infatti, nonostante uno stile di vita sano, è possibile soffrire di stitichezza. Questa manifestazione sintomatica può esprimere la difficoltà a lasciare andare, il bisogno di accumulare oggetti, la difficoltà di esprimere le proprie emozioni, la tendenza a trattenere vissuti, e così via.
Il naturopata avvalendosi di strumenti di analisi può individuare la causa alla base del sintomo, comprendere come educare la persona verso la salute e sostenere i processi di autoguarigione con i trattamenti di riflessologia podalica olistica e l’utilizzo dei fiori di Bach.

La stitichezza non è un sintomo da trascurare perché la salute e la vitalità vengono tutelate quando c’è equilibrio tra le entrate e le uscite: in senso fisiologico, tra ciò che viene introdotto attraverso l’alimentazione e gli scarti metabolici eliminati attraverso le funzioni emuntoriali, in senso più ampio, tra ciò a cui permettiamo di entrare a far parte di noi, emozioni, impressioni, idee e ciò che lasciamo andare a livello psico-emotivo.
Da un punto di vista fisiologico, dobbiamo ricordare che il nostro intestino è uno dei principali organi emuntori, cioè dedicati a liberare il corpo dalle tossine. Un transito intestinale rallentato permette alle sostanze di scarto di rimanere più a lungo a contatto con le mucose intestinali aumentando i fattori di rischio per le patologie al colon e al retto e favorendo uno stato di tossinemia (che si identifica con l’aumento degli scarti metabolici nel sangue e nei tessuti determinando una riduzione dell’energia vitale) ritenuta dagli igienisti la causa primaria delle malattie fisiologiche.

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