L’importanza del respiro

Fisiologicamente

La respirazione è fondamentale per apportare ossigeno a tutte le cellule del nostro organismo e favorire l’escrezione delle sostanze di rifiuto prodotte dal metabolismo cellulare.
La sospensione della respirazione, per alcuni minuti, può compromettere il benessere del nostro organismo.
La respirazione consiste in due atti: l’inspirazione e l’espirazione.
Il primo è un atto attivo e porta all’espansione della cassa toracica che può avvenire grazie a due meccanismi distinti:
– alla contrazione del diaframma, che si espande verso il basso (respirazione addominale o diaframmatica)
– alla contrazione dei muscoli intercostali interni, che sollevano le costole ed allargano il torace (respirazione costale o toracica)
L’espirazione è un processo passivo, che si attiva con il rilasciamento dei muscoli inspiratori.
Durante la fase d’inspirazione, l’aria entra dal naso, attraversa le sue cavità, passa per la faringe e la laringe, raggiunge la trachea e, da qui, attraverso l’albero bronchiale, perviene agli alveoli polmonari. Durante la fase d’espirazione l’aria ripercorrere in senso opposto il percorso, che l’ha portata fino ai polmoni, per uscire.
Ispirazione:
La contrazione del solo muscolo diaframma o del muscolo diaframma unitamente ai muscoli intercostali determina la respirazione tranquilla. Il muscolo diaframma si contrae e si abbassa, appiattendosi verso l’addome e rendendo più lunga la cavità toracica. La contrazione dei muscoli intercostali solleva l’estremità anteriore di ciascuna costa. Ciò consente di sollevare lo sterno aumentando il diametro antero-posteriore del torace e quello trasversale. Appena aumentano le dimensioni del torace, decrescono la pressione intrapleurica (intratoracica) ed intrapolmonare (legge di Boyle) ed ha luogo l’inspirazione. Nel momento in cui la pressione intrapolmonare diviene più bassa della pressione atmosferica, s’instaura un gradiente pressorio tra l’atmosfera e l’interno dei polmoni. La pressione intrapolmonare è inferiore a quella atmosferica e l’aria, per gradiente di pressione, si muove all’interno dei polmoni raggiungendo gli alveoli. Gli alveoli polmonari sono la sede di svolgimento dei cosiddetti scambi gassosi sangue/alveoli, durante i quali il sangue preleva ossigeno dall’aria inspirata e, al contempo, vi scarica l’anidride carbonica.
La fase d’espirazione inizia dopo gli scambi gassosi sangue/alveoli e vede l’aria ormai povera di ossigeno, ma ricca di anidride carbonica, percorrere il percorso inverso.
Espirazione:
Il rilasciamento dei muscoli inspiratori determina una diminuzione del volume toracico con conseguente aumento della pressione intratoracica e intrapolmonare favorendo l’espirazione, ossia l’aria esce dai polmoni attraverso le vie respiratorie, perché la pressione intrapolmonare è superiore a quella atmosferica.

Energeticamente

Il respiro è il filo conduttore della nostra vita terrena. Nasciamo inspirando e moriamo espirando.
La vita in un respiro: l’inspiro è la nascita, la vita è il momento di sospensione spontanea del respiro che si manifesta tra l’inspiro e l’espiro, l’espiro è la morte.
Il respiro permette di osservare il dispiegarsi del momento presente. Aiuta a focalizzare l’attenzione al qui e ora. La concentrazione sul respiro muove la coscienza verso l’assorbimento meditativo, con i benefici effetti di calma e interiorizzazione. L’assorbimento meditativo comincia spontaneamente a ri-regolare il respiro, a riacquisire quella memoria che abbiamo perso durante la vita e a muovere il respiro verso la sua versione più sottile, sana ed equilibrata.
Portare l’attenzione al respiro permette di riconnettersi a se stessi, di fermare il treno galoppante dei pensieri e promuovere la consapevolezza di sé.
La consapevolezza è semplicemente l’arte di vivere presenti a se stessi, abitare quello spazio di tempo chiamato “presente” dove la vita e tutte le sue meraviglie sono possibili.
La consapevolezza si nutre attraverso l’assorbimento meditativo. Meditazione significa fermarsi ed essere presenti a se stessi, e passare per un momento alla modalità dell’ESSERE.
L’attenzione viene spostata dalla percezione dell’ambiente esterno, dagli stimoli sensoriali provenienti dall’esterno, alla percezione di ciò che emerge dall’interno.
La percezione interiore permette di conoscere meglio se stessi, favorisce l’emergere della nostra vera essenza.
L’ostacolo più grande alla pratica della meditazione è l’incapacità di fermarsi, di ritagliare un po’ di tempo per ESSERE semplicemente e riuscire ad arrestare il continuo chiacchiericcio della mente.
È proprio il respiro ad essere di aiuto tutte le volte in cui la mente si distrae, basta ricondurla con dolcezza al movimento ritmico del respiro.
Quando siamo in grado di sperimentare, per qualche tempo, il nostro respiro, momento dopo momento, il nostro pulsare interiore può arrivare a fondersi con il pulsare dell’universo e, riconnettendoci ad esso, la nostra coscienza perde la propria individualità a favore dell’universalità. Essendo universali perdiamo le paure legate alla nostra individualità.
L’introspezione crea dunque una nuova sensazione di vastità, di serenità, e di infinita libertà.

Se percepisci una certa resistenza nei confronti della meditazione, essa ti mostra che, profondamente, sei in allerta che qualcosa sta per accadere che cambierà la tua vita intera. Tu hai paura di rinascere. Tu hai investito troppo nelle tue vecchie abitudini, nella tua vecchia personalità, nella tua vecchia identità.
La meditazione non fa altro che cercare di pulire il tuo essere, cercando di farti sentire fresco e giovane, più vivo e più attento. Se hai paura della meditazione, significa che hai paura della vita, hai paura della consapevolezza e la resistenza emerge perché sai che, scegliendo di incamminarti nel percorso meditativo, probabilmente succederà qualcosa. Se non stai resistendo affatto, può essere perché non prendi la meditazione molto sul serio. Quindi, concediti una chance … cosa hai da perdere? ” Osho

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