Lo yogaterapia è un percorso esperienziale di crescita personale e di conoscenza di sé.
Promuove l’autodiagnosi, cioè la comprensione dei fattori disturbanti che minano il proprio equilibrio e benessere, accompagnando l’individuo verso la guarigione olistica.

Le pratiche mirano a trasmettere una conoscenza esperienziale basata su concetti filosofici provenienti da diverse scuole di yoga. Solo attraverso la pratica, la letteratura yogica tradizionale può essere compresa ed integrata nella propria vita al fine di ritrovare se stessi: l’obiettivo è la percezione del Sé e la realizzazione del Sé.

Questo percorso dà importanza alla percezione e all’esperienza interiore, al “essere” e non al “fare”, limitando l’attivazione dei cinque organi di senso, che normalmente ci mantengono in contatto con l’ambiente esterno, allontanandoci da noi stessi.

Le pratiche proposte dal metodo Bhole sono volte, principalmente, alla promozione della consapevolezza del corpo e del respiro permettendo di sviluppare una duplice esperienza: l’aspetto strutturale e l’aspetto funzionale della esistenza.

La consapevolezza del corpo è Deha Bhava.
È fondamentale che il praticante assuma una posizione stabile e confortevole, che sviluppi un senso di abbandono di qualsiasi movimento e di qualsiasi tensione, osservando semplicemente le sensazioni che emergono. L’individuo inizia a percepire, sentire e fare esperienza del corpo dall’interno, senza usare le cinque facoltà di senso, acquistando consapevolezza della struttura fisica nella sua totalità e riconoscendo eventuali tensioni, disturbi provenienti da diverse parti del corpo.
Il primo passo per rilasciare la tensione è esserne consapevole. Intervenendo con dei movimenti evidenti o dei fini aggiustamenti, oppure aiutandosi con il respiro, in particolare con l’espiro il praticante può rilasciare la tensione e sciogliere l’eventuale rigidità iniziale.
È importante dedicare alla pratica il tempo necessario per raggiungere un senso di comfort e stabilità del corpo. Tutte le aree del corpo devono essere sperimentate grazie alla percezione, evitando la visualizzazione e l’immaginazione.
Quando viene raggiunta una posizione stabile e confortevole, il praticante può percepire il corpo come una struttura apparentemente immobile. Tutti i movimenti volontari sono stati sospesi, rimangono però attivi quei movimenti involontari legati all’attività respiratoria, che l’individuo è in grado di percepire e sperimentare.

Dalla consapevolezza del corpo fisico Annamaya Kosha si passa così alla consapevolezza del corpo pranico, energetico-funzionale, Pranamaya Kosha.

La consapevolezza del respiro è Prana Bhava.
L’osservazione del respiro permette di sperimentarlo in modi diversi, non solo dal punto di vista fisiologico ma anche dal punto di vista esistenziale.
È necessario osservare il respiro naturale senza modificarlo volontariamente, sapendo distinguere le fasi di ispirazione ed espirazione, al di là della conoscenza concettuale, ma attraverso l’esperienza.

L’esperienza del corpo e del respiro sono possibili grazie alla presenza della mente nel qui e ora, e la sua attenzione si muove dal corpo al respiro restando nella percezione di ciò che emerge dall’interno.Manos Dharana
Manas è l’aspetto sensoriale della mente che permette l’esperienza di sé, grazie ai messaggi che i recettori interni o enterocettori inviano alla corteccia somato-sensoriale in modo sistematico.

Quando ci dedichiamo a queste pratiche esperienziali che ci aiutano ad entrare in contatto con se stessi attraverso la percezione del corpo e il respiro, molti pensieri, ricordi, impressioni e i desideri cominciano ad affiorare a livello conscio. Solitamente c’è la tendenza a reprimerli, manipolarli, a giocare o ad identificarsi con essi. È essenziale lasciare che tutto ciò che emerge,  venga e vada liberamente a livello conscio, senza inibirlo, bloccarlo così da entrare in contatto anche con l’aspetto emozionale e intellettuale di se stessi, Manomaya Kosha e Vijnamaya Kosha.

Concludendo, attraverso la pratica possiamo lavorare su tutti gli aspetti dell’Essere grazie alla promozione della consapevolezza (del corpo fisico, del respiro, delle proprie emozioni, degli aspetti intellettuali della propria esistenza) che ci permette di riconoscere e di affrontare le tensioni ai vari livelli potendo così accedere ad Anandamaya Kosha, l’involucro più interno.

Ananda rappresenta uno stato di coscienza non disturbato, nel quale si sperimenta pace e serenità, ed è proprio a questo stato esistenziale dell’Essere che il percorso dello yoga ci vuole portare.

Prova una pratica di yogaterapia.

https://www.naturopatiaolistica.org/il-respiro-una-pratica-esperienziale/