La salute è un bene prezioso, ma la maggior parte di noi se ne accorge solo quando l’ha perduta.

Il punto di partenza è comprendere cos’è la salute, che non può e non deve tradursi come la semplice assenza di malattia.

Uno dei riferimenti più comuni per il significato di salute è la famosa definizione data dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: “Uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità.” (OMS, 1948).

La frase scorre bene, la fonte è autorevole e il suo pregio è quello di inserire la dimensione della salute in un quadro più ampio, che consideri l’individuo nella sua totalità e in relazione con l’ambiente.

Posta in questi termini, però, la salute può sembrare un miraggio irraggiungibile ed implica un concetto di staticità.

La salute si raggiunge, invece, quando siamo in grado di sviluppare e mobilitare al meglio le nostre risorse, in modo da soddisfare prerogative sia personali (fisiche e mentali), sia esterne (sociali e materiali).

Tali concetti sono espressi nella definizione data da Seppilli nel 1966 che scrisse “La salute è una condizione di armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico, dell’individuo dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale.”[1]

Pertanto, la salute non è considerata una condizione statica di equilibrio perfetto; al contrario, essa consiste in uno sforzo continuo di adattamento alle mutevoli condizioni ambientali sia interne che esterne.

La chiave “adattativa” introduce così un nuovo concetto di equilibrio non si parla più di “omeostasi” ma di “allostasi”, cioè la capacità di mantenere la stabilità dei sistemi fisiologici per mezzo del cambiamento. Quando l’organismo è sottoposto a sfide ambientali interne o esterne entra in uno stato allostatico, in una condizione di attività fisiologica alterata che gli permette di raggiungere un nuovo livello di adattamento. La risposta adattiva è fondata sulla capacità del soggetto di interagire in modo positivo con le nuove esigenze a cui è sottoposto.

È essenziale comprendere che la salute non è uno stato d’essere che si possiede stabilmente, ma un bene estremamente complesso che coinvolge tutte le dimensioni della persona, che va conquistato e mantenuto giorno dopo giorno. Ognuno di noi è responsabile della propria salute.

L’obiettivo della Naturopatia è quello di promuovere la salute. “Pro-muovere” significa andare verso, dare impulso, proporre, fare avanzare: ci si muove verso la costruzione di qualcosa che non è preesistente. Più che la meta è importante il cammino, gli incontri, gli scambi, le difficoltà superate e anche quelle non superate. L’obiettivo è quello di sviluppare una sensibilità verso la salute e il benessere.

La Naturopatia Olistica è un progetto che aiuta chiunque ad imparare a prendersi cura di sé e a ritrovare, serenamente, la salute e il benessere, offrendo indicazioni pratiche riguardanti l’alimentazione, lo stile di vita, la gestione dello stress, l’uso di rimedi naturali e consigli utili per rispettare la propria unicità preservandone l’integrità psico-fisica ed emotiva.

[1] A. Seppilli “La rivoluzione della salute”  Il Pensiero Scientifico, 1985