Il termine guarigione deriva da guarire, il cui significato etimologico attualmente più comune è quello di far tornare in sanità chi è malato. Anticamente era sinonimo di difendere, preservare, proteggere, guardare.

Il guardare alla nostra vista con uno sguardo ogni giorno nuovo, aiuta a focalizzare l’attenzione al momento presente e a coglierne tutte le sue sfumature, e poter comprendere come il nostro porsi alla vita conduca verso il benessere oppure il malessere. Guidati dalla poca consapevolezza di sé, dall’abitudine, dalla paura di provare qualcosa di diverso, o semplicemente dalla pigrizia, continuiamo a muoverci verso la direzione sbagliata, ricalcando sempre le stesse orme che portano a quel vicolo cieco che, magari, più volte abbiamo visitato.

Guarire è aprirsi alla vita, accoglierla apprezzandola con entusiasmo.

La guarigione è una capacità insita in ogni essere vivente grazie alla presenza innata dentro di lui di una forza capace di riprodurre la vita!

Se non indeboliamo la nostra forza vitale con comportamenti insani, essa sarà in grado sempre di muoversi verso un nuovo equilibrio, di agire per la vita.

Per raggiungere la vera guarigione è necessario ripercorrere a ritroso il cammino fino ad arrivare al punto in cui è stata presa la strada sbagliata, fino al punto in cui lo squilibrio ha cominciato ad originarsi.

Anche Hering enunciando la legge di guarigione affermava: “Ogni guarigione comincia dall’interno e procede verso l’esterno, dalla testa verso il basso, e in ordine inverso da com’erano apparsi i sintomi della malattia”.

La malattia si origina dal piano più sottile “energetico-spirituale” con stati inconsci, prosegue verso l’interno generando, a livello mentale ed emotivo, stati disturbati momentanei e occasionali fino a condizioni permanenti, che l’individuo non riesce a collegare come qualcosa di generato dentro di sé, ma tende a cercare sempre all’esterno di sé la causa del proprio malessere. Il viaggio continua verso il piano fisico, determinando come primo sintomo la stanchezza, indice di indebolimento. Se i segnali di disagio non sono accolti e portati a soluzione, lo squilibrio gradualmente prosegue, dalla superficie alla profondità, dagli strati superficiali, agli organi interni, corrompendo i processi vitali.

La guarigione avviene percorrendo il cammino inverso da quello compiuto dalla malattia.

Il progetto rieducativo previsto dal percorso naturopatico mira alla guarigione, favorendo l’aumento del vitalismo, così da innescare quei processi di auto-guarigione insiti in ogni essere vivente. L’incremento del vitalismo e delle energie a disposizione non sono un punto d’arrivo, ma è uno dei passi verso il raggiungimento del “ben-Essere”.

Quando l’energia aumenta deve essere messa al servizio dell’evoluzione personale, così da poter rielaborare, trasformare la causa dello squilibrio in un’opportunità di crescita e non per percorrere la stessa strada che è stata finora seguita.

Per raggiungere la vera guarigione dobbiamo avere fiducia delle nostre capacità e di quelle del nostro organismo di ritrovare l’equilibrio a tutti i livelli. Dobbiamo essere capaci di osservare e accettare le nostre cadute, ma nella consapevolezza di poter fare meglio … sempre!

L’energia vitale non deve essere dissipata, ma impiegata per navigare nel mare della vita godendo appieno il viaggio.

Il primo passo verso la guarigione è sentirsi responsabili della propria salute e ad impegnarsi per migliorarla e tutelarla. Per raggiungere il benessere fisico, mentale e sociale, dobbiamo essere capace di identificare e realizzare le nostre aspirazioni, di soddisfare i nostri bisogni, di cambiare l’ambiente circostante o di saper attuare strategie adattive. La soggettività incide in modo determinante sulla salute. Il modo di percepire la realtà influisce sul nostro stato di salute. Un altro elemento essenziale è quello di concepire la salute non come uno “stato”, ma come una condizione dinamica di equilibrio, fondata sulla nostra capacità di rispondere in modo positivo e adattivo ai diversi stimoli interni ed esterni che possono minare il suo benessere.

La salute si costruisce giorno dopo giorno promuovendo la conoscenza di sé.

Per muoversi verso una maggiore consapevolezza abbiamo bisogno di cambiare il nostro modo di osservare noi stessi e il mondo, dobbiamo cominciare a guardare dentro di noi e fuori di noi in una direzione diversa rispetto alle convenzioni, ai luoghi comuni, alle abitudini, alle convinzioni religiose, sociali, scientifiche o semplicemente all’inerzia che richiamano il nostro sguardo altrove e senza una volontà di scelta.

La salute è nostra e nostra è la responsabilità. Se la perdiamo, dobbiamo sforzarci di capire perché è successo e qual è la via giusta da percorrere per recuperarla, e poi intraprenderla.