“Una ragazzina ha deciso di dipingere un quadro con una casa, in tempo per il compleanno della madre. Nella sua mente il quadro è già finito, ella sa come attuarlo nel più piccolo dettaglio, resta soltanto di metterlo giù sulla carta. Prende la scatola con i colori, il pennello e lo straccio, e piena di entusiasmo e felicità si mette al lavoro. Tutta la sua attenzione e interesse sono concentrati su ciò che fa, niente può distrarla dal lavoro in corso. Il quadro è finito in tempo per il compleanno. Con grandissima abilità ha ritratto la sua idea della casa: è un’opera d’arte perché è tutta sua, ogni pennellata è fatta per amore verso sua madre; ogni finestra, ogni porta ritratta con la convinzione che doveva essere lì. Quand’anche possa sembrare una baracca, è comunque la più perfetta casa mai realizzata in un quadro; è un successo perché la piccola artista ha messo tutto il suo cuore e la sua anima, tutto il suo essere nel farlo.
Questa è salute; questo è successo e felicità e vero servizio: servendo per amore, in perfetta libertà, ognuno a modo suo. E così scendiamo in questo mondo, sapendo quale quadro dobbiamo dipingere, avendo già tracciato un piano del nostro passaggio nella vita, e tutto quello che ci resta da fare è di metterlo nella sua forma materiale. Andiamo avanti pieni di gioia e interesse, concentrando tutta la nostra attenzione nel perfezionare quel quadro, con grandissima abilità, traducendo i nostri pensieri ed obiettivi nella vita terrena in qualunque ambiente abbiamo scelto. Poi, se seguiamo dall’inizio alla fine i nostri veri ideali, i nostri veri desideri con tutta la forza che possediamo, non c’è fallimento: la nostra vita è stata un successo splendido, sano e felice.
La stessa storiella della giovane pittrice illustra come, se lo permettiamo, le difficoltà della vita possano interferire con questo successo, salute e felicità, e ci distolgano dal nostro scopo.
La ragazzina sta dipingendo indaffaratamente e felicemente quando arriva qualcuno e le dice: «Perché non mettere la finestra qui e la porta lì, e poi il sentiero del giardino dovrebbe andare così». Il risultato nella giovane sarà di perdere totale interesse nel lavoro; può darsi che continuerà ma ora sta mettendo giù sulla carta soltanto “idee altrui”. Può scocciarsi, diventare irritata, infelice o impaurita nel rifiutare questi suggerimenti o incominciare a odiare il quadro e forse strapparlo: la reazione dipenderà dal carattere della ragazzina. Il quadro finale potrebbe essere una casa riconoscibile, però sarà imperfetta e un fallimento perché è l’interpretazione dell’idea altrui e non quella della ragazzina. Non può servire come regalo di compleanno perché può darsi che non sarà completato in tempo e la madre dovrà aspettare tutto un altro anno per il suo regalo.
Questo è malattia: la reazione all’interferenza; questo è fallimento e infelicità temporanea. Questo accade quando permettiamo ad altri di interferire con lo scopo della nostra vita e impiantare nella nostra mente dubbio, paura e indifferenza.”[1]

La storia della vita è semplice come questo racconto” afferma Bach all’inizio del libro “Libera te stesso”. Tutto il suo lavoro si basa su questa verità: la salute e la felicità sono sinonimo di armonia tra dentro e fuori, tra l’Anima, l’Io profondo, e la Personalità, l’Io manifesto.
Quando agiamo seguendo i dettami dell’anima, senza condizionamenti, senza interferenze esterne, la nostra vita segue quella strada di luce e verità che siamo venuti a percorrere sulla terra per acquisire quelle virtù che completano il nostro Essere.

Partiamo dall’inizio, incominciando a conoscere lo scopritore dei Fiori di Bach da una sua breve biografia.

Edward Bach nasce il 24 settembre 1886 a Moseley, vicino a Birmingham. Sin da subito mostra grande sensibilità e intuizione che lo portano a studiare medicina per prendersi cura delle persone sofferenti.
Fin dall’inizio della sua pratica medica come tirocinante, Edward Bach constata l’inefficacia delle cure mediche e, nello stesso tempo, si accorge di come soggetti diversi con la stessa malattia reagiscano differentemente alla medesima cura, giungendo alla conclusione che la medicina non tiene sufficientemente in considerazione la soggettività dei pazienti, né la loro profonda complessità.
Deluso da questi primi approcci terapeutici decide di dedicare le sue forze in campo immunologico e concentra le sue ricerche sulla flora batterica intestinale non patologica ritenendola un indice della tossicità organica. Le sue ricerche di immunologia e batteriologia lo portano a collegare l’azione di alcuni batteri intestinali con determinate malattie croniche.
Grazie al suo interesse nei confronti dell’omeopatia, e seguendo il metodo omeopatico, prepara alcuni vaccini a partire da questi ceppi batterici: i nosodi.
Nonostante il successo dei suoi sette nosodi, Bach non è contento dei risultati ottenuti, in quanto il suo metodo non può curare tutte le patologie e molti pazienti cronici si mostrano restii a usare medicamenti ottenuti da sostanze prodotte dalla malattia stessa.
Decide allora di dedicarsi alla ricerca di rimedi universali, che possano meglio integrarsi con la sua visione della salute e della malattia, approfondendo le sue conoscenze sul mondo vegetale.
Grazie all’osservazione e lo studio di diverse piante presenti nelle campagne del Galles e di alcune specie non autoctone, arriva a scoprire i rimedi floreali che oggi conosciamo come i Fiori di Bach.
Terminato “il lavoro della sua vita” si spegne nel 1936, vent’anni dopo dalla diagnosi di un tumore maligno alla milza con prognosi di soli tre mesi di vita.

Dall’osservazione e dallo studio della sua pratica medica quotidiana, Bach ricava una filosofia di lavoro secondo la quale va curato l’essere umano nella sua interezza, e non il sintomo, e si convince profondamente che siano lo stato d’animo e l’indole personale, quando in disarmonia col proprio sé più profondo, a provocare l’insorgere e influenzare l’andamento di una malattia.
Queste convinzioni lo portano ad affermare che Per riuscire a comprendere la natura della malattia occorre riconoscere alcune verità fondamentali.[2]
Queste verità sono i principi fondamentali della sua filosofia, sui quali si basa la sua particolare visione della salute e della malattia.

“La prima è che l’uomo ha uno Spirito che è il suo vero Io, un essere divino, potente,
generato dal Creatore di tutte le cose.
Il corpo, nonostante sia il tempio terreno di quello Spirito, non è che un Suo tenue riflesso.”[3]

Lo spirito, l’anima è quella scintilla divina che ci abita e che conosce il percorso che le nostre vite devono compiere nell’esistenza terrena. Essa sa proteggerci, incoraggiarci, guidarci verso un cammino di consapevolezza e crescita. Nella vita è essenziale sviluppare l’Essere e non il semplice apparire e sapere.

La seconda verità è che noi, così come ci percepiamo in questo mondo, siamo quaggiù al fine di
acquisire tutte le conoscenze e tutte le esperienze che ci è dato fare attraverso l’esistenza terrena,
di sviluppare tutte le virtù che ci mancano e di eliminare quello che in noi è sbagliato.
Lo Spirito sa quale contesto e quali circostanze ci consentiranno meglio di ottenere tutto ciò,
quindi ci colloca nel luogo più adatto per raggiungere tale fine.
[4]

La vita è un percorso per conoscere se stessi, crescere, migliorarsi, ed evolvere. Tutto ciò che viviamo non è altro che una palestra per allenare il nostro Essere a comprendere se stesso permettendogli di migliorarsi, di acquisire tutte le conoscenze, tutte le esperienze a cui siamo chiamati durante la nostra vita terrena e di imparare tutte le lezioni che non abbiamo ancora imparato. La vita ci propone delle situazioni e degli ostacoli che ci mettono alla prova. Se riusciamo a superarli e ad affrontarli serenamente avremo imparato la nostra lezione, altrimenti torneranno a riproporsi nelle medesime forme fino a quando non riusciremo ad entrare in profondità in queste situazioni e in noi stessi, trasformandole in un’opportunità di crescita personale. Avremmo allora imparato la nostra lezione e il nostro allenamento si trasformerà e ci preparerà ad affrontare nuovi eventi, nuovi ostacoli. La vita deve essere vista come la capacità di saper navigare sia con il sole e il vento a favore, sia con il mare in tempesta. Il saper navigare lo si raggiunge proprio attraverso un allenamento costante, attraverso la conoscenza di sé e il desiderio di proseguire il viaggio, sempre!

Il breve passaggio su questa terra, che noi conosciamo come vita, non è che un attimo
del nostro percorso evolutivo, come un solo giorno di scuola a paragone di tutta una vita.
Anche se per ora possiamo vedere e comprendere quel solo giorno, l’intuito ci dice che
la nostra origine
è infinitamente lontana dalla nostra nascita e
che la nostra morte sarà altrettanto lontana dalla nostra fine.

Lo spirito, che la nostra vera essenza, è immortale, mentre i corpi di cui abbiamo consapevolezza
sono temporali, come cavalli che noi cavalchiamo per compiere un viaggio.”[5]

Bach sottolinea l’importanza di una visione della vita ben più ampia della nostra concezione.
La comprensione che il nostro Spirito è invincibile e immortale ci può aiutare a superare qualsiasi difficoltà. Nello stesso tempo però non dobbiamo dimenticarci dell’aspetto più fisico, cioè del nostro corpo, che è il nostro mezzo per compiere il viaggio terreno. Prendersi cura del corpo ci aiuta ad affrontare il nostro percorso con maggior agio. Se il cavallo è malnutrito, non gli permettiamo di riposare e non sappiamo prenderci cura di lui in maniera appropriata rischiamo che il viaggio sia più lento e spiacevole.

Finché il nostro Spirito e la nostra personalità sono in armonia, tutto è gioia, pace, felicità e salute.
Quando invece, la personalità è sviata dal sentiero tracciato dallo Spirito,
sia a causa delle nostre passioni, sia a causa di influenze esterne,
nasce il conflitto con noi stessi, che è la fonte di ogni malattia e ogni infelicità
. ”
[6]

Bach mette ancora in evidenza l’importanza dell’Essere e non è dell’apparire. Non ha importanza alcuna, cosa siamo nella vita, o quello che possediamo. L’importante è rimanere fedeli a se stessi, riconoscere la propria Essenza e esprimerla liberamente, noncuranti del giudizio altrui, delle convenzioni sociali, e così via.
La malattia per Bach è sinonimo di squilibrio tra Essenza e Personalità. L’Essenza è la scintilla divina che ci abita, è il Sé che conosce il nostro percorso in questa vita. La Personalità è lo strumento attraverso la quale l’Essenza può manifestarsi e interagire con il mondo. La Personalità è un ponte bidirezionale tra l’anima e il mondo manifesto. L’Essenza si arricchisce di esperienze e conoscenze attraverso la nostra Personalità, che nello stesso tempo permette o meglio dovrebbe permettere all’Essenza di esprimere se stessa. Troppe volte la Personalità si trasforma in una gabbia che imprigiona la nostra vera natura.

Un’ultima grande verità consiste nel riconoscere l’Unità di tutte le cose.
Il creatore di ogni cosa è Amore e tutto ciò di cui siamo consapevoli
è, nel suo infinito numero di forme, sempre una manifestazione di quell’Amore.
… La separazione è impossibile
.
[7]

Tutto è Uno e Uno è Tutto. È essenziale riconoscersi come parte del tutto: la goccia d’acqua sa di essere sia goccia che oceano.
Fino a quando la nostra visione della vita sarà meramente egoistica non riusciremo mai a coglierne l’essenza e la vera bellezza.
Il nostro modo di pensare e le nostre azioni hanno un effetto su noi stessi, sulle persone che ci circondano, sull’ambiente in cui viviamo … come una goccia d’acqua che cadendo su uno specchio d’acqua increspa l’intera superficie.

Premesso quanto sopra, Bach fornisce un significato di malattia e guarigione in termini abbastanza pionieristici per il contesto in cui viveva:
Ciò che noi conosciamo come malattia è lo stadio terminale di un disordine molto più profondo.”
Una guarigione completa e definitiva proviene dal dentro.”[8]
Prevenire le malattie è possibile grazie alla conoscenza di sé, che promuove attraverso la saggezza, la comprensione, la tranquillità spirituale e mentale, il vivere in armonia. Ciò permette di riconoscere gli squilibri della nostra personalità e di provvedere al loro bilanciamento in modo che i disturbi scompaiano e impedendo alla malattia di insorgere come conseguenza.
La Personalità è una sovrastruttura che si crea con il tempo ed è fortemente influenzata dalle circostanze della vita, dalle pressioni esterne, dalle convenzioni della società e della famiglia, impedendoci di esprimere liberamente la nostra Essenza e allontanandoci da essa.
Quanto più lasciamo che la nostra vita sia guidata dalla Personalità e non dall’Essenza tanto più sarà facile che si creino in noi frustrazioni, conflitti e quindi malattie.

I rimedi floreali, ristabilendo la connessione della coscienza con il nostro Sé, ci aiutano a valorizzare la nostra Essenza. Grazie ad essi possiamo riequilibrare quelle parti di noi che non viviamo con armonia, trovare sollievo nei momenti di crisi e avvicinarci all’espressione più equilibrata della nostra natura più autentica.

I fiori di Bach possono aiutarci a portare armonia dentro di noi sia lavorando su caratteristiche ereditarie, costituzionali che su stati d’animo temporanei. In base l’unicità dell’individuo ciascun fiore può essere definito:

  • costituzionale. Rappresenta la caratteristica peculiare del soggetto e della sua personalità,
  • temporaneo. Rimedio utile per supportare l’individuo a confrontarsi con uno stato d’animo disturbante temporaneo.

I Fiori di Bach sono 38 completati dal rimedio di emergenza. La scelta di un numero così elevato nasce dal fatto che nella teoria di Bach ogni essenza floreale ha una determinata frequenza, e il soggetto e il corpo stesso reagiscono ad ognuna in modo diverso. La gamma dei Fiori è organizzata in sette categorie che rappresentano sfaccettature emozionali e differenti modalità di affrontare le problematiche esistenziali in cui l’essere umano si può identificare, mostrando nel contempo quali capacità, quali qualità deve promuovere per superarle con successo:

Paura → Capacità di comprendere e valutare

Fiore Stato disarmonico Aiuta a manifestare
Aspen le paure aspecifiche la sensitività
Cherry Plum la paura di perdere il controllo l’equilibrio psichico
Mimulus le paure specifiche l’integrazione con il mondo
Red Chestnut l’iper-protezionismo la cura di sé
Rock Rose la paura paralizzante il coraggio


Incertezza → Fiducia in se stessi

Fiore Stato disarmonico Aiuta a manifestare
Cerato la mancanza di fiducia in se stessi l’intuizione
Gentian il pessimismo la fede
Gorse la resa rabbiosa, la non accettazione di ciò che accade l’accettazione
Hornbeam la stanchezza mentale la freschezza mentale
Scleranthus l’indecisione tra due cose l’equilibrio
Wild Oat l’incertezza sulla strada da seguire (vocazione) nella vita la propria vocazione


Mancanza di interesse per il presente → Vitalità e consapevolezza del qui e ora

Fiore Stato disarmonico Aiuta a manifestare
Chestnut Bud l’infantilismo la capacità di apprendimento
Clematis l’uomo tra le nuvole la creatività
Honeysuckle l’attaccamento al passato la libertà dal passato
Mustard la depressione da causa non nota la serenità nella tempesta
Olive la stanchezza su tutti i livelli il contatto con l’energia superiore
White Chestnut i pensieri circolari il potere della mente
Wild Rose l’accettazione passiva la motivazione nella vita


Ipersensibilità → Equilibrio Emotivo

Fiore Stato disarmonico Aiuta a manifestare
Agrimony il tormento interiore l’armonia
Centaury il servilismo il servizio
Holly la chiusura del cuore l’amore superiore
Walnut la temporanea esitazione proteggersi dalle influenze esterne


Solitudine → Appagamento di Sé

Fiore Stato disarmonico Aiuta a manifestare
Heather il bisogno estremo di attenzione l’empatia
Impatiens l’impazienza la pazienza
Water Violet chi si sente solo e incompreso la saggezza e l’umiltà


Scoraggiamento e Disperazione → Fede e Speranza

Fiore Stato disarmonico Aiuta a manifestare
Crab Apple la vergogna la purificazione
Elm l’eccessivo senso di responsabilità verso il proprio compito la responsabilità
Larch il senso di inferiorità la giusta valutazione di se stessi
Oak l’eccessivo senso del dovere la forza
Pine il senso di colpa l’amore verso se stessi
Star of Bethlehem i traumi il libero fluire dell’energia
Sweet Chestnut il profondo cambiamento la rinascita
Willow il vittimismo la responsabilità verso se stessi


Preoccupazione eccessiva per il benessere degli altri → Giusta considerazione

Fiore Stato disarmonico Aiuta a manifestare
Beech l’intolleranza la tolleranza
Chicory l’invadenza l’amore materno
Rock Water l’eccessiva rigidità verso se stessi la flessibilità
Vervain il fanatismo l’entusiasmo
Vine le problematiche con il potere il potere equilibrato

L’aspetto interessante dell’organizzazione in categorie di Bach è che la funzione psichica del Fiore è legata alle sue peculiari caratteristiche fenotipiche e alla funzione che esso svolge in natura, secondo la teoria detta “delle segnature”. In ogni Fiore ci sarebbero aspetti visibili capaci di richiamare la problematica per cui sono indicati.
Prendiamo ad esempio Clematis. L’impressione che dà un cespuglio di vitalba, pianta rampicante dai piccoli e delicati fiori bianchi, è quella di una nuvola sospesa ad un muro o a qualsiasi sostegno a cui si attacca. Il bianco dei fiori è un colore che non esprime forza, le radici sono deboli e fiori compaiono solo sulla sommità del cespuglio, in modo da essere più vicini alla luce. Tutto l’insieme delle piccole corolle suggerisce l’idea di una dimensione irreale, da sogno. La vitalba ha un bell’aspetto, etereo e fragile, e così è la persona su cui agisce il rimedio floreale: bisognosa di sostegno, romantica e sognante, poco incarnata, con la testa tra le nuvole, eternamente persa in un mondo irreale e poco interessata alla vita.
Le manifestazioni sintomatiche più comuni sono: sonnolenza, stanchezza, scarsa vitalità, sbadataggine, sensazione di testa vuota, tendenza al disordine, difficoltà di concentrazione, memoria labile, anemia, pallore, svenimenti, mani e i piedi freddi, disturbi visivi e uditivi, e tutto ciò che è collegabile con l’assenza.
Il rimedio Clematis favorendo l’unificazione della Personalità all’Essenza aiuta la persona a promuovere la capacità di trasformare l’idea in azione, permette di trovare uno scopo realizzabile, dando un senso alla vita, creando interesse alla vita reale dalla quale rifugge in un mondo di sogno, dona lucidità, energia e carica, aiuta a trasformare il suo sognare, il suo potenziale fantastico in un’attività creativa. L’energia Clematis positiva si trova in soggetti che investono direttamente la loro straripante fantasia nel mondo concreto: possono essere artisti, artigiani, guaritori, scrittori o idealisti capaci di mettere in pratica le loro percezioni. Tutte queste persone contribuiscono ad arricchire il mondo con le loro doti migliori di bellezza, dolcezza, inventiva, sensibilità.

Ogni Fiore non è concepito in maniera allopatica sintomatica, bensì è da considerare come uno stimolo per riattivare forze intrinseche all’organismo, favorendone le funzioni di riequilibrio.
I Fiori di Bach non sono solo rimedi naturali ma strumenti di dialogo con un sistema complesso qual è l’individuo, favorendo l’interazione e promuovendo armonia tra i diversi aspetti: fisico, psichico, emotivo, energetico.

Lo strumento utilizzato per riconoscere quale o quali fiori sono più adatti al soggetto in un determinato momento è il test muscolare kinesiologico: il corpo è in grado di scegliere l’essenza in un modo molto preciso e significativo per il soggetto.
A partire dagli studi di Goodheart, che scoprì una correlazione tra disfunzione muscolare (debolezza del muscolo al test) e disfunzioni organiche o energetiche, il test kinesiologico valuta la connessione funzionale tra il sistema muscolare e il sistema nervoso, dove i muscoli vengono usati come forme di biofeedback del corpo. Ciò che porta alla contrazione di un muscolo è il risultato dell’integrazione di migliaia di informazioni che provengono da tutte le componenti (strutturale, chimica, emotiva) che costituiscono un organismo e che vengono raccolte e confrontate con le informazioni che sono depositate nella propria memoria, personale e unica per ognuno, per essere utilizzate come messaggio da mandare alla periferia.
Un muscolo forte, che dà quindi una risposta “on”, indica che l’input della nostra indagine non è stressogeno o non è rilevante, mentre un muscolo debole, che dà risposta “off” informa che ciò che stiamo testando provoca stress o risuona con un qualche significato pertinente, anche se non appartiene alla sfera più immediata della coscienza.
Quando applichiamo il test per scegliere il Fiore o i Fiori che possono aiutare la persona a ritrovare benessere ed equilibrio, la risposta “on” significa che quel fiore incarna quell’essenza che aiuterà il soggetto a riportare armonia dentro di sé, aiutandolo a promuovere la virtù che quel fiore rappresenta.
Il test viene usato come uno strumento di dialogo con l’intimità dell’individuo, consentendo al corpo di esprimere sfaccettature emozionali diversificate che, talvolta, possono sorprendere il soggetto stesso.
Il test muscolare permette di by-passare la razionalità controllante della mente, che crede di provare un certo stato d’animo. Il corpo, rivelando un’informazione diversa, arricchisce il discorso fra floriterapeuta e utente.

Il colloquio con l’utente, altro aspetto essenziale della floriterapia, offre la possibilità di dialogare sul piano conscio permettendo al soggetto di esprimere un’emozione dicibile e conscia, mentre il test muscolare offre la possibilità di dialogare sul piano inconscio, attraverso le informazioni provenienti dal corpo che incarnano una sfumatura emozionale più complessa e più difficilmente esprimibile.

Ecco un esempio esplicativo tratto dalla mia esperienza in floriterapia. Qualche anno fa ho incontrato una donna di 38 anni che lamentava stanchezza, stress legato al mondo del lavoro. A suo dire la quantità di lavoro assegnatole superava la sua possibilità di gestirlo in modo ottimale e senza fare straordinari.
Dal semplice colloquio avrei potuto consigliare qualche fiore legato alla stanchezza mentale Hornbean, alla incapacità di saper gestire le proprie responsabilità, Elm, al senso del dovere, Oak, all’autostima, Larch, oppure alla stanchezza psicofisica, Olive.
Dal test muscolare emerse, in modo del tutto inaspettato, che il fiore più indicato fosse Clematis. Il soggetto appariva una persona molto razionale e concreta, e anche quanto accennato nel breve colloquio iniziale era molto lontano dall’Essenza che il fiore incarna. Man mano che descrivevo il fiore a partire dalla segnatura fino ai suoi aspetti più psico-emotivi, l’utente incominciò a riconoscersi, ed ecco che la sua scarsa vitalità era più legata ad una frattura tra il suo mondo di sogno e la realtà. Da qualche anno aveva interrotto la convivenza con il suo compagno ed era stata costretta a tornare a vivere con la madre. Romantica e sognatrice, questa non era la vita che aveva sognato per lei, e pertanto tutto le sembrava particolarmente faticoso perché vissuto senza alcun entusiasmo e nel continuo ritirarsi in un proprio mondo di fantasia e bellezza.

Lavorare coi Fiori di Bach è molto interessante in quanto permette di scoprire che dietro agli stati d’animo di cui si è consapevoli, ci possono essere sfumature emozionali più precise, anche inaspettate, consentendo una messa a fuoco maggiore del proprio vissuto da parte del soggetto e promuovendo la conoscenza di sé.
In questo modo possiamo comprendere come la malattia sia una benedizione mascherata, così come affermato da Bach, non è né vendicativa né crudele, ma solamente e puramente correttiva, in quanto essa ci permette di comprendere che in qualche modo e in qualche momento abbiamo deviato il nostro percorso.
I Fiori di Bach possono essere viste come delle piccole lanterne che ci aiutano a ripercorrere a ritroso il nostro percorso di vita portando luce là dove abbiamo imboccato la strada sbagliata, supportandoci nel discernere, conoscere e scegliere, ciò che porta armonia tra Essenza e Personalità e che promuove la nostra crescita personale, la nostra evoluzione.
La guarigione avviene quando la luce prende il posto del buio.

Non temiamo di tuffarci nel mare della vita, siamo qui per accumulare esperienza e conoscenza e impareremo ben poco se non affrontiamo la realtà senza ricercare l’impossibile.
La vita non ci richiede dei sacrifici impensabili, ci domanda solo di compiere il nostro viaggio con la gioia nel cuore e di essere un incoraggiamento per chi ci circonda; se lasceremo il mondo un pochino migliore dopo il nostro passaggio terreno, avremmo fatto il nostro dovere.”[9]

Edward Bach

[1] Edward Bach “Libera te stesso” Macro Edizioni, 2011

[2] Edward Bach “Guarire se stessi” Macro Edizioni, 2011

[3] ibidem

[4] Edward Bach “Guarire se stessi” Macro Edizioni, 2011

[5] ibidem

[6] Edward Bach “Guarire se stessi” Macro Edizioni, 2011

[7] ibidem

[8] ibidem

[9] Edward Bach “Guarire se stessi” Macro Edizioni, 2011